32) Planck. Causalit e libert.
Karl Max Planck (1858-1947), fondatore della moderna fisica
quantistica, epistemologo,  stato fra i primi a porsi il problema
del rapporto tra la fisica classica e la nuova fisica quantistica.
Sulla delicata questione del determinismo egli afferma che se
dall'esterno il mondo appare come legato da un rapporto di causa,
da un punto di vista interno, soggettivo, la volont appare
libera. Quindi c' il determinismo per il passato e la libert per
il futuro.
M. Planck, La conoscenza del mondo fisico, traduzione di E.
Persico e A. Gamba, Boringhieri, Torino, 1964, pagine 326-327.

 Secondo il risultato delle nostre ricerche, l'opposizione fra una
rigorosa causalit e il libero arbitrio  soltanto una difficolt
apparente che si basa sulla formulazione del problema. Quindi la
risposta alla domanda se la volont sia legata o no alla
causalit, suona in modo diverso secondo il punto di partenza che
si  scelto per la considerazione. Da un punto di vista esterno,
oggettivo, la volont  legata causalmente; da un punto di vista
interno, soggettivo, la volont  libera. In altre parole: una
volont esterna  legata causalmente, e ogni azione volontaria di
un altro uomo si pu - almeno in linea di principio, e quando si
abbia una conoscenza sufficientemente precisa delle condizioni
iniziali - determinare come conseguenza necessaria in tutte le sue
particolarit per mezzo della legge di causalit. Quanto questo
programma possa essere portato avanti,  soltanto una questione di
intelligenza dell'osservatore. A1 contrario, la propria volont 
comprensibile causalmente soltanto per le azioni passate, ma 
libera per quanto riguarda le azioni future. E' impossibile
dedurre il comportamento futuro razionalmente dalle circostanze
presenti e dagli influssi dell'ambiente, anche da parte di una
intelligenza superiore [...].
Le nostre considerazioni ci hanno condotto ad affermare che la
trattazione causale vien meno proprio nel punto in cui sarebbe pi
importante per la nostra vita. Nessuna scienza, nessuna
autoconoscenza ci spiega come dobbiamo comportarci in una data
situazione. Qui noi abbiamo bisogno di un'altra guida, di una
guida che non si basi sulla nostra intelligenza, ma che agisca
direttamente sulla nostra volont, facendoci vedere in ogni
situazione la direzione da seguire per le nostre azioni. Qui, a
colmare il vuoto lasciato dalla scienza, si presenta come
completamento necessario l'etica. Essa aggiunge al sei costretto
causale il devi morale; essa pone accanto alla pura conoscenza
il giudizio, che  estraneo a ogni considerazione scientifica
causale.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 851-852.
